
DAL 15 AL 17 MAGGIO OLTRE 150 INCONTRI TRASFORMANO MANTOVA IN UN LABORATORIO DIFFUSO DOVE IL FUTURO DEL CIBO INCONTRA GENETICA, IA, CLIMA E AGRICOLTURA SPAZIALE
Per tre giorni Mantova si trasforma in una grande piattaforma di confronto sul futuro dell’alimentazione, dell’agricoltura e della scienza applicata alla vita quotidiana. Dal 15 al 17 maggio torna infatti il Food&Science Festival, che nel 2026 celebra la sua decima edizione scegliendo una parola chiave tanto evocativa quanto strategica: “Traiettorie”. Un concetto che richiama movimento, trasformazione, direzione e capacità di adattamento, perfetto per raccontare un settore agroalimentare chiamato oggi a ripensarsi tra crisi climatica, rivoluzione tecnologica, nuove esigenze sociali e sostenibilità.
Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME – Divagazioni scientifiche e organizzato da Mantova Agricola, il festival porta nel cuore della città oltre 150 incontri e più di 140 ospiti distribuiti in otto palchi e numerosi spazi storici, dal Teatro Bibiena a Piazza Sordello, passando per Palazzo Ducale, la Loggia del Grano e l’ex Seminario Vescovile.
Tra i grandi protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno la genetista Vittoria Brambilla, impegnata nella prima sperimentazione italiana in campo aperto con riso ottenuto mediante TEA, il divulgatore scientifico Dario Bressanini, la climatologa Serena Giacomin, il neuroscienziato Massimiliano Zampini, l’economista agroalimentare Andrea Segrè, il divulgatore Massimo Polidoro, il giornalista e scrittore Paolo Attivissimo, la chef stellata Chiara Pavan, il maestro pasticcere Iginio Massari e il climatologo Giulio Boccaletti.
Ad aprire simbolicamente il festival sarà però una figura che rappresenta perfettamente il legame tra scienza, innovazione e visione strategica: Maria Chiara Carrozza, professoressa di bioingegneria e già presidente del CNR, ospite d’onore dell’inaugurazione del 15 maggio dalle ore 17 alle 18,30 al Teatro Bibiena, dove riceverà il Premio Agricoltura Mantovana 2026.

DALLE TEA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA PASSA DALLA SCIENZA
Uno degli aspetti più interessanti del Food&Science Festival è la capacità di affrontare temi altamente specialistici mantenendo un linguaggio accessibile e coinvolgente. Il cuore scientifico dell’edizione 2026, come detto, ruota attorno alle “Traiettorie”, ovvero a dieci percorsi tematici dedicati a genetica, tecnologia, ecologia, salute, strategie agroalimentari, temi sociali ed etici, cultura, percezione, arti performative ed esplorazione.
Grande attenzione sarà dedicata all’editing genetico e alle TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita considerate da molti uno dei fronti più promettenti per costruire un’agricoltura più resiliente ai cambiamenti climatici. Sabato 16 maggio alle ore 11,30 in piazza Sordello il panel “Il grano che verrà” riunirà alcuni dei più importanti esperti italiani di genetica agraria, tra cui Roberto Tuberosa e Pierdomenico Perata, mentre nel pomeriggio alle 14,30 Vittoria Brambilla presenterà il suo libro “La speranza verde”, affrontando il rapporto tra ricerca scientifica e innovazione agricola.
Parallelamente il festival entrerà nel territorio dell’agricoltura 4.0, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi digitali applicati alle filiere produttive: robot autonomi, droni, biosensori, monitoraggio intelligente delle colture e gestione dei dati in tempo reale saranno al centro di diversi incontri dedicati all’evoluzione tecnologica del settore.
In questo contesto si inserisce anche il dialogo “Campi intelligenti. Droni, robot e trattori autonomi nell'agricoltura di oggi”, in programma sabato 16 maggio alle ore 11 al Palazzo Plenipotenziario, insieme agli incontri dedicati alla qualità alimentare, alla filiera della frutta supportata dall’IA e ai biosensori per monitorare la freschezza degli alimenti.
Ma il Food&Science non si limita all’innovazione tecnologica. Uno dei suoi punti di forza è la capacità di mettere in relazione la ricerca con le grandi questioni sociali e ambientali contemporanee: cambiamento climatico, sostenibilità delle filiere, spreco alimentare, accesso al cibo e benessere animale diventano così parte di una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo, ambiente e produzione.
Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 16 alle ore 10 in piazza Sordello il confronto tra Serena Giacomin e Claudio Cassardo dedicato agli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura, così come domenica 17 alle ore 15 al Teatro Bibiena l’incontro con Giulio Boccaletti sul rapporto tra ecosistemi, paesaggio e gestione delle risorse naturali.

AGRICOLTURA LUNARE, NEUROSCIENZE E CULTURA DEL CIBO
Per chi segue da vicino i temi del rapporto tra spazio, sostenibilità e innovazione agroalimentare, uno dei filoni più stimolanti sarà quello delle “Traiettorie Esplorative”, dedicate alle frontiere più avanzate della ricerca. Qui il festival entra direttamente nel territorio dell’agricoltura spaziale, delle coltivazioni extraterrestri e dei sistemi alimentari pensati per missioni di lunga durata. Un tema sempre più concreto, oggi al centro delle strategie di agenzie spaziali come ESA e ASI.
Domenica 17 maggio alle ore 17,15 in piazza Sordello la professoressa Stefania De Pascale dialogherà con Paolo Attivissimo nell’incontro “Verso Marte con un orto”, dedicato al futuro della coltivazione nello spazio e sulle future basi lunari e marziane.
Accanto alla dimensione scientifica, il Food&Science continua a mantenere forte anche la componente culturale e performativa. È qui che il festival riesce davvero a distinguersi, creando connessioni impreviste tra discipline apparentemente lontane. Il cibo diventa così racconto storico con Jean-Claude Maire Vigueur e il suo viaggio nelle tavole rinascimentali dei Gonzaga, esperienza multisensoriale con gli studi neuroscientifici di Massimiliano Zampini, riflessione sul gusto e il disgusto con semiotici e neuroscienziati, ma anche spettacolo, musica e comicità scientifica.
Tra gli appuntamenti più originali spiccano sabato 16 alle ore 17,30 in piazza Sordello il dialogo “Radici più profonde di una canzone” tra Maurizio Carucci degli Ex-Otago e Massimo Zamboni dei CCCP e CSI sul rapporto tra arte, agricoltura e territorio, oltre allo show “La scienza fa ridere (sul serio)” con Fill Pill, Francesco Giorda e Ottavia Bettucci, sempre sabato 16 alle ore 16.
E poi ci sono le degustazioni, gli show cooking e i laboratori, che trasformano il pubblico in parte attiva del festival. Dalla “Cacio e pepe da Ig Nobel Prize”, dove fisica e cucina si incontrano tra formule e fornelli, fino alle degustazioni di oli DOP, formaggi, miele e prodotti simbolo del Made in Italy, il Food&Science costruisce un racconto dove la scienza esce definitivamente dai laboratori per entrare nella vita quotidiana.
Da non perdere la mostra “Coltivare il futuro: le traiettorie che stanno cambiando il cibo”, allestita per tutta la durata del festival in piazza Sordello, incentrata sui grandi cambiamenti che stanno trasformando il sistema agroalimentare contemporaneo.
Il Food&Science Festival 2026 si svolge a Mantova da venerdì 15 a domenica 17 maggio con eventi gratuiti su registrazione attraverso il sito ufficiale Food&Science Festival. Dopo la registrazione online sarà possibile ritirare il braccialetto di accesso presso l’Infopoint di piazza Sordello. Laboratori e degustazioni richiedono invece prenotazione separata tramite Eventbrite.

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