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QUARANT’ANNI DI SLOW FOOD, L’EREDITÀ DI CARLIN PETRINI E UNA TORINO TRASFORMATA NELLA CAPITALE MONDIALE DEL “CIBO BUONO, PULITO E GIUSTO”. DAL 24 AL 27 SETTEMBRE TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO 2026 INVADE IL CENTRO DEL CAPOLUOGO SUBALPINO CON 600 PRODUTTORI, 1500 DELEGATI DA OLTRE 120 PAESI, MERCATI, LABORATORI DEL GUSTO E GRANDI OSPITI INTERNAZIONALI, DA ALICE WATERS A RAJ PATEL.
IL G-ASTRONAUTA VI PORTA ALLA SCOPERTA DEGLI EVENTI DA NON PERDERE, CON FOCUS SULLE CENE E GLI APPUNTAMENTI A TAVOLA DI TERRA MADRE OFF, CHE QUEST’ANNO CONDUCONO DAL BRASILE AL CARSO FINO A UN’EDIZIONE SPECIALE DELLA CENA SPAZIALE™.

IL CALENDARIO
DEI WINE LOVERS DI SETTEMBRE
SETTEMBRE È IL MESE CHE PIÙ DI OGNI ALTRO PROFUMA DI VENDEMMIA. ANCHE SE IN MOLTE REGIONI ITALIANE LA RACCOLTA DELL'UVA SI INIZIA ORMAI GIÀ AD AGOSTO, VIGNE E CANTINE ENTRANO NEL PERIODO PIÙ INTENSO DELL'ANNO.
IL G-ASTRONAUTA VI ACCOMPAGNA ALLA SCOPERTA DEGLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE, DALLE LANGHE AL CHIANTI, DALLA FRANCIACORTA AL TRENTINO, PASSANDO PER ROMA E IL VENETO: FESTIVAL, DEGUSTAZIONI, MASTERCLASS, VISITE IN CANTINA E INCONTRI CON I PRODUTTORI PER VIVERE UN VIAGGIO ATTRAVERSO TERRITORI, GRANDI DENOMINAZIONI E CULTURA DEL VINO.

L'ESTATE È IL MOMENTO PERFETTO PER RISCOPRIRE LA MONTAGNA E IMMERGERSI NEI SUOI PAESAGGI E NEI SUOI SAPORI, TRA ESCURSIONI LUNGO SENTIERI PANORAMICI, BOSCHI E PASCOLI FIORITI, TERRAZZE AFFACCIATE SULLE VETTE E SERATE SOTTO LE STELLE. DALLE DOLOMITI ALL'ETNA, DALLE ALPI LUNGO L'APPENNINO FINO ALLE ISOLE, IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO PER VOI ALCUNI TRA I RIFUGI GOURMET PIÙ INTERESSANTI D'ITALIA.
UNA GUIDA CON TANTO DI INDIRIZZI E CONTATTI UTILI, DOVE GUSTO E NATURA S’INTRECCIANO. UN VIAGGIO DA VIVERE PASSO DOPO PASSO, CON LO ZAINO IN SPALLA... E IL PALATO SEMPRE PRONTO A FARSI SORPRENDERE.

G-ASTRONOMICA
LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE. DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ.
NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK.

CORTINA D’AMPEZZO È STATA AL CENTRO DEL MONDO PER I GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI INVERNALI 2026, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA SI È SPINTO OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”.
UN RACCONTO CHE INTRECCIA LO SPORT E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.

food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle
IL 14 E 15 SETTEMBRE IL ROMA BAR SHOW CAMBIA CASA E APPRODA ALLA NUVOLA DELL’EUR PER UNA SESTA EDIZIONE CHE PUNTA A CONSACRARE LA CAPITALE COME HUB INTERNAZIONALE DELLA MIXOLOGY. IN 10 MILA METRI QUADRATI OLTRE 170 STAND E 2.500 MARCHI ACCOMPAGNERANNO PROFESSIONISTI E APPASSIONATI ALLA SCOPERTA DEI MIGLIORI COCKTAIL BAR DEL MONDO.
IL G-ASTRONAUTA VI DICE TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL PROGRAMMA, DALLE NOVITÀ BUSINESS ROOM E ONE TO WATCH ALLA MEXICO TALK ARENA E AL DISTRETTO FUTURE DRINKING DEDICATO AI PRODOTTI NO E LOW ALCOHOL.
ALLE FIERE DI PARMA TUTTO IL GUSTO DI VIAGGIARE
DAL 12 AL 20 SETTEMBRE FIERE DI PARMA OSPITA LA 17ª EDIZIONE DEL SALONE DEL CAMPER, IL GRANDE APPUNTAMENTO ITALIANO DEDICATO AL TURISMO EN PLEIN AIR. PROTAGONISTI I VAN COMPATTI, SEMPRE PIÙ SIMBOLO DI UNA NUOVA IDEA DI VIAGGIO LIBERA, FLESSIBILE E CONTEMPORANEA.
IL G-ASTRONAUTA RACCONTA QUESTA EVOLUZIONE ATTRAVERSO LA LENTE DEL GUSTO: BORGHI, CANTINE, PRODUZIONI TIPICHE, MERCATI E CUCINE SEMPRE PIÙ GOURMET ANCHE A BORDO TRASFORMANO LA VAN LIFE IN UNA NUOVA FRONTIERA DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITINERANTE.
SULL’ETNA ARTE CONTEMPORANEA, VINO E PAESAGGIO SI INCONTRANO NEL NUOVO PARCO ARTISTICO PERMANENTE DI TENUTE BALLASANTI. “DELLA TERRA E DELL’ARTE” NASCE A GIARRE, IN PROVINCIA DI CATANIA, DA UN’IDEA DI GAIA MORGANA GUALANDRIS, CON LA CURATELA DI FRANCESCA ALFANO MIGLIETTI, E ACCOGLIE OPERE SITE-SPECIFIC DI ANTONIO MARRAS, CLAUDIA LOSI, CESARE FULLONE, ALESSANDRO LUPI E LAURA PUGNO.
UN PERCORSO DIFFUSO TRA VIGNETI, PIETRA LAVICA E NATURA CHE AMPLIA LA VOCAZIONE CULTURALE DELLA CANTINA E RACCONTA IL TERRITORIO VULCANICO ATTRAVERSO NUOVI LINGUAGGI.

La missione NASA riporta l'uomo nello spazio profondo dopo oltre cinquant'anni. Dal racconto completo di Artemis 2 all'annuncio di Artemis 3 con Luca Parmitano pilota della missione, tutto quello che c'è da sapere sul nuovo capitolo dell'esplorazione lunare
Venerdì 25 settembre da Alice & Viola - Cucina Vegetale, a Collegno (TO), una speciale edizione del format scientifico-culinario nell'ambito di Terra Madre Salone del Gusto: con AstroGiulia e un menu 100% plant based ispirato alle cambuse degli astronauti
THE VENICE TIMES: ARTE, CICCHETTI E OSPITALITÀ A CANNAREGIO
MIXOLOGY: AL DIVINITY LOUNGE LA LUCE DIVENTA UNA DRINK LIST
LO STELLATO PACA CAMBIA CASA ED ENTRA IN TENUTA CERI
Dal Pantheon alla mixology: il Divinity Lounge Bar & Terrace di Roma presenta "Phase", la nuova drink list estiva ispirata al viaggio della luce attraverso l'oculus del celebre monumento capitolino
Vignette Collection, il brand luxury & lifestyle di IHG, debutta in Italia con un nuovo indirizzo veneziano: 30 camere, salotto dedicato all’arte della stampa, cocktail, cicchetti e un giardino segreto
A settembre il ristorante stellato Paca lascia Prato per trasferirsi a Tenuta Ceri, tra le vigne di Carmignano, dando vita a una nuova destinazione che unisce vino, ospitalità e gastronomia d'autore




A UDINE GUSTO E TANTA MUSICA LIVE CON FRIULI DOC
MONDOPASTA, A GRAGNANO IL GIRO DEL MONDO IN TAVOLA
BACALÀ ALLA VICENTINA E SAPORI DEL NORD A SANDRIGO
Dal 10 al 13 settembre Udine torna a ingolosire i palati con la 32ª edizione di Friuli DOC, la più grande manifestazione enogastronomica del Friuli-Venezia Giulia. Per quattro giorni il centro storico ospita oltre 100 stand tra prosciutto di San Daniele, Montasio, Gubana, vini friulani, birre artigianali, degustazioni, showcooking, laboratori, sport e musica. L’inaugurazione è in programma giovedì 10 alle ore 17,30 in piazza della Libertà, seguita da eventi diffusi tra Loggia del Lionello, Corte Morpurgo, piazza Matteotti, piazza I Maggio e via Mercatovecchio. Non mancano teatro, folclore, artigianato e musica per tutte le età: tra gli appuntamenti da segnare, venerdì 11 alle ore 21 il concerto gratuito di Francesco Renga, sabato 12 alle ore 21 Fabio Rovazzi e domenica 13 alle ore 21 Dargen D’Amico, sempre in piazza della Libertà. Spazio anche ai sapori simbolo del territorio con degustazioni di San Daniele, Montasio, Pitina, formaggi di malga, Refosco e Cjarsons, oltre alla seconda Asta dei formaggi di malga domenica alle ore 16. Info e programma sul sito www.friuli-doc.it
Dall’11 al 13 settembre Gragnano (Napoli) torna capitale della pasta con MONDOPASTA! – Gragnano Città della Pasta 2026, la kermesse promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP con Comune e Regione Campania. Tre giorni per raccontare come la pasta, partita dall’Italia, abbia attraversato continenti e culture senza perdere la propria identità. Chef stellati, interpreti della tradizione e cuochi provenienti da diverse culture gastronomiche guideranno degustazioni e contaminazioni sviluppate anche con il Laboratorio di Antropologia del Cibo. Le vie della città ospiteranno parate, brass band, batucada, buskers e il World Music Stage, mentre il Pasta Hub proporrà talk su migrazioni, cucine ibride e nuove identità gastronomiche. Tra le novità, il francobollo dedicato alla Pasta di Gragnano IGP, una borsa di studio Intercultura e il Premio Culturale “Gragnano Città della Pasta” assegnato a Lina Sastri. Insomma, un grande viaggio tra sapori e culture del mondo. Info e programma sul sito www.pastadigragnanoigp.it
Dal 17 al 28 settembre Sandrigo (Vicenza) celebra la 39ª Festa del Bacalà alla Vicentina, kermesse dedicata alla ricetta tradizionale preparata con Stoccafisso di Lofoten IGP. Due settimane di stand gastronomici, spettacoli, mercati e iniziative culturali animano il paese, con specialità diverse ogni sera: gnocchi, pizza, bigoli, ravioli e risotto al bacalà. Tra gli appuntamenti da non perdere, domenica 20 alle ore 16,30 Chiara Caprettini presenta “Sami, Fado e Baccalà” con cooking show nordico-portoghese; sabato 26 alle ore 18,30 Palazzo Marconi ospita il Premio La Querina, dedicato a Pietro Querini; domenica 27 alle ore 10,30 spazio alla cerimonia delle Investiture della Confraternita del Bacalà alla Vicentina, con produttori di Stoccafisso di Lofoten IGP e una rastrelliera di stoccafissi in arrivo da Røst. Nei weekend torna anche il Mercato Arte e Sapori con oltre 60 espositori. Chiusura lunedì 28 con l’Orchestra Giovanile dell’I.C. Zanella. Concerti e tribute band animano inoltre le serate nel centro. Info sul sito https://festadelbaccala.com/



FUNGOLANDIA, TRE SETTIMANE DI FESTA IN VALLE BREMBANA
OKTOBERFEST GENOVA, 18 GIORNI A TUTTA BIRRA
IL NANO VIALONE RE DELLA FESTA DEL RISO A ISOLA DELLA SCALA
Da giovedì 10 a domenica 27 settembre piazza della Vittoria torna a trasformarsi in una piccola Monaco di Baviera per la 16ª edizione di Oktoberfest Genova, unica manifestazione italiana ufficialmente riconosciuta dalle autorità bavaresi. Protagonista la birra Hofbräu, brassata dalla storica birreria monacense di proprietà dello Stato di Baviera, accompagnata da bretzel, canederli, stinco e specialità tipiche. Il cartellone propone 140 eventi distribuiti su tre aree, tra musiche dal vivo, sport, iniziative per famiglie, attività per i più giovani e Out! Festival, mentre la novità 2026 è il Green Village dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. Giovedì 10 settembre l’apertura parte alle ore 18 con l’OktoberParade lungo via XX Settembre, corteo aperto a tutti da percorrere a piedi, in bici, skate o monopattino, accompagnato da bande e studenti dei licei Pertini e Gobetti. Alle ore 19 è prevista l’apertura del primo fusto. Orari: lunedì-venerdì ore 18-2; sabato e domenica ore 12-2. Info e programma completo su https://www.oktoberfestgenova.com/
Dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre torna “Aspettando la Settimana del Fungo”, prologo alla 21ª edizione di Fungolandia, che entrerà nel vivo dal 18 al 27 settembre ad Altobrembo, in provincia di Bergamo, coinvolgendo i paesi dell’Alta Valle Brembana. La rassegna intreccia micologia, gastronomia, natura e cultura con escursioni guidate, degustazioni, visite alle aziende agricole, laboratori e appuntamenti per famiglie. In più gustosi menu a tema nei ristoranti del territorio. Apertura ufficiale sabato 5 settembre a piazza Brembana, mentre durante la Settimana del Fungo l’Info-point dell’Antica Segheria Pianetti di Olmo al Brembo ospita la mostra con oltre 250 specie delle Orobie e, ogni mattina alle ore 8,30, le uscite con i micologi. Tra gli appuntamenti da segnare: venerdì 18 l’incontro con l’alpinista Lino Zani, martedì 22 la Cena del Fungo a Cusio, venerdì 25 la Notte dei Bramiti a Valtorta e sabato 26 la conferenza del micologo Nicolò Oppicelli. Gran finale domenica 27 a Piazzolo con mercatini, spettacoli e chiusura ufficiale. Info e programma sul sito https://fungolandia.it/
Dal 17 settembre al 13 ottobre Isola della Scala (Verona) ospita la 58ª Fiera del Riso, ben 27 giorni dedicati al Nano Vialone Veronese IGP, alla gastronomia e al territorio. Cuore della manifestazione resta il Palariso, affiancato dall’area Taste of Earth, dove sono attese anche cene con grandi chef: il 22 settembre Marcantonio Sagramoso e il 29 Giorgio “Giorgione” Barchiesi. Spazio poi ai tradizionali concorsi, alla formazione, alla solidarietà con Risabile, Casa Sampa e un risotto per Telethon, oltre alle proposte dedicate alle persone celiache. Torna inoltre il ristorante à la carte aperto a tutti, realizzato con Enaip Veneto e gli studenti dell’indirizzo alberghiero locale. La Showtime Arena ospiterà tutti i giorni concerti live a ingresso libero, dirette radiofoniche e attività per famiglie e bambini. Fino al 16 settembre è attiva la prevendita dei ticket al Palariso e in alcuni esercizi del centro, con prezzi scontati. In fiera il costo delle porzioni resta invariato rispetto agli ultimi anni: la premium da 380 grammi partirà da 7 euro. Info sul sito https://fieradelriso.it/

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LA TAVOLA DEL MONDO
IL SAGGIO CHE RACCONTA LA STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE ATTRAVERSO CIÒ CHE MANGIAMO
Che cosa hanno in comune il vino Porto, una bottiglia di acqua frizzante, una scatoletta di Spam, il poké hawaiano e il caviale del Mar Caspio? Apparentemente nulla. Eppure, ciascuno di questi prodotti racconta un frammento della stessa storia: quella della globalizzazione. È l'intuizione alla base de La tavola del mondo, monumentale volume di cinquecento pagine curato dagli storici Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre, in libreria dal 3 luglio per ADD Editore, che invita a osservare il cibo come uno straordinario archivio della storia umana.
Il pregio dell'opera è proprio il metodo. Gli autori non propongono una semplice storia della cucina, ma costruiscono una vera indagine storica in cui ogni alimento diventa la chiave per comprendere commerci, guerre, migrazioni, colonialismo, innovazioni tecnologiche, marketing e trasformazioni culturali. Il risultato è un viaggio sorprendente, capace di demolire molte delle nostre certezze gastronomiche.
Così il vino Porto non è soltanto una delle grandi eccellenze portoghesi, ma il frutto di trattati commerciali, rivalità tra Inghilterra e Francia e strategie politiche che ne fecero un simbolo dell'identità britannica. L'acqua frizzante rivela invece una storia inattesa, nata dagli esperimenti scientifici di Joseph Priestley e dall'espansione dell'industria europea dell'imbottigliamento. Ancora più sorprendente è la vicenda dello Spam: nato durante la Grande Depressione americana come economica carne in scatola, diventò razione fondamentale degli eserciti alleati nella Seconda guerra mondiale per trasformarsi, nel tempo, in un ingrediente identitario della cucina hawaiana e coreana. Anche il poké, oggi simbolo della cucina hawaiana, si rivela una "tradizione reinventata", modellata dalle migrazioni e dagli incontri tra culture del Pacifico, mentre il caviale racconta il passaggio dal monopolio russo alle moderne produzioni d'allevamento, fino all'ascesa della Cina come primo produttore mondiale.
La tavola del mondo è uno di quei libri che cambiano il modo di guardare ciò che abbiamo nel piatto. Dopo averlo letto, una tazza di caffè, una bottiglia d'acqua minerale o un semplice panino smettono di essere soltanto alimenti e diventano il punto d'incontro di secoli di viaggi, contaminazioni e scambi tra popoli. Un saggio rigoroso, ma sorprendentemente scorrevole, che dimostra come la storia dell'umanità possa essere raccontata anche attraverso ciò che ogni giorno portiamo in tavola.

BOCUSE L'ULTIMO IMPERATORE
LA STORIA DELL'UOMO DIETRO AL MITO DELLA NOUVELLE CUISINE
C’è qualcosa di profondamente epico e carnale nel racconto della grande cucina quando diventa destino, vocazione, materia narrativa. Con Bocuse. L’ultimo imperatore, in uscita il 25 febbraio per Slow Food Editore, Gautier Battistella firma un romanzo monumentale che restituisce alla figura di Paul Bocuse la dimensione di mito moderno, intrecciando storia personale, epopea gastronomica e ritratto di un secolo intero.
Il libro attraversa la Francia del Novecento seguendo l’ascesa di un uomo nato tra le risaie e le acque della Saône, erede di una tradizione familiare di mugnai e cuochi, destinato a trasformare il proprio talento in leggenda. La formazione di Bocuse è segnata dalle prove della guerra, dalla durezza dell’apprendistato e dall’incontro con maestri assoluti come Fernand Point, figura filosofica e carismatica della gastronomia francese. Sono anni di disciplina, ambizione e ricerca, in cui il giovane cuoco forgia un’identità fatta di rigore, intuizione e ostinata volontà.
Battistella costruisce una narrazione che alterna dimensione intima e affresco storico. Il racconto segue Bocuse nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista delle tre stelle Michelin e nella trasformazione del suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or in un santuario del gusto internazionale. Parallelamente emergono le contraddizioni dell’uomo: la vanità, il fascino esercitato sulle donne, la pressione del successo, l’organizzazione quasi militare della cucina come spazio di potere e creazione.
Il romanzo racconta anche la tensione tra tradizione e modernità che segna la Nouvelle Cuisine, movimento di cui Bocuse diventa simbolo e al tempo stesso voce critica, difendendo la centralità della materia prima e del piacere contro ogni deriva intellettualistica. La creazione del Bocuse d’Or consacra definitivamente lo chef come ambasciatore del gusto francese e figura globale, trasformando la cucina in spettacolo e linguaggio universale. Un’opera ambiziosa che consegna al lettore la storia di un uomo che ha fatto della cucina un’arte e del proprio nome un simbolo.
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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli?
Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef.
Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.
Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.
Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.
In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.
Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.
Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale.
Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea.
Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.
La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.
Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.
La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.
La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano.
La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.
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