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CORTINA D’AMPEZZO PUNTA I RIFLETTORI SULLE OLIMPIADI INVERNALI 2026, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA VA OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”.
UN RACCONTO CHE INTRECCIA LE GARE OLIMPICHE E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA. PER SCOPRIRE UN TERRITORIO PATRIMONIO UNESCO CHE UNISCE SPORT, CULTURA E NATURA IN UN’UNICA ESPERIENZA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.

G-ASTRONOMICA
COPENAGHEN È UNA METROPOLI CHE VIVE IN DIALOGO COSTANTE CON L'ARIA: LA LUCE RADENTE, L’ACQUA CHE RIFLETTE IL CIELO DEL NORD, GLI SPAZI CHE INVITANO A GUARDARE OLTRE. QUESTA È LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE.
DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ.
NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK.

UN CARTELLONE DI OLTRE 300 EVENTI, 100 LOCATION E 300 GIORNI DI PROGRAMMAZIONE RIDISEGNA IL RAPPORTO TRA CENTRO URBANO E AREE INTERNE, METTENDO IN DIALOGO ARTE, PAESAGGIO E COMUNITÀ.
IN QUESTO RACCONTO CORALE ANCHE IL CIBO DIVENTA LINGUAGGIO CULTURALE: DALLA PANARDA AL RITO DI SANT’AGNESE, DAI SAPORI PASTORALI AI VINI D’ALTITUDINE, FINO A UNA RISTORAZIONE CONTEMPORANEA CHE ACCOMPAGNA LA RINASCITA DELLA BELLA CITTÀ ABRUZZESE. PERCHÉ A L’AQUILA LA CULTURA SI RESPIRA ANCHE A TAVOLA.

L'AMORE AL RISTORANTE
SAN VALENTINO 2026 DIVENTA UN VIAGGIO IN PUNTA DI FORCHETTA ATTRAVERSO L’ITALIA, TRA ROOFTOP CITTADINI, SALOTTI LIBERTY, LAGUNE ROMANTICHE, MONTAGNE DA SOGNO E TAVOLE AFFACCIATE SUL MARE. DAL CUORE INDUSTRIAL-CHIC DI TORINO ALLE TERRAZZE DI MILANO, PASSANDO PER GENOVA, VENEZIA, BOLZANO, TREVISO, TRENTO, BOLOGNA, FIRENZE E ROMA, FINO A NAPOLI, PALERMO E CAGLIARI.
IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO 14 RISTORANTI D’ECCELLENZA CON MENU DEDICATI, PREZZI TRASPARENTI E CONTATTI DIRETTI, PER TRASFORMARE LA CENA DEL 14 FEBBRAIO IN UN RICORDO DESTINATO A DURARE.

FEBBRAIO ACCENDE I MOTORI DEL VINO ITALIANO CON UN CALENDARIO FITTO DI ANTEPRIME, SALONI E DEGUSTAZIONI CHE ATTRAVERSANO IL PAESE DA NORD A SUD. DALLE LANGHE A BOLOGNA, DA GENOVA ALLA TOSCANA DELLE NUOVE ANNATE, FINO A TORINO E ROMA, IL MESE PIÙ CORTO DELL’ANNO DIVENTA UN VIAGGIO AD ALTA INTENSITÀ TRA TERRITORI, PRODUTTORI E TENDENZE DEL BERE CONTEMPORANEO.
IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO GLI APPUNTAMENTI AL TOP CHE NON POTETE ASSOLUTAMENTE PERDERVI, CON UN’UNICA REGOLA: DEGUSTARE MENO, MA MEGLIO.


food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle
C’È UN TRATTO DI TORINO IN CUI IL FIUME RACCONTA PIÙ DI QUANTO SEMBRI. TRA PONTE UMBERTO I E PONTE ISABELLA, NEL PARCO DEL VALENTINO, PRENDE AVVIO IL PRIMO CAPITOLO DI UN RACCONTO IN QUATTRO TAPPE PER RENDERE OMAGGIO AL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA PRIMA LINEA AEREA CIVILE ITALIANA: LA TORINO–TRIESTE.
QUI, DOVE NEGLI ANNI VENTI SORGEVA L’IDROSCALO CITTADINO, OGGI CONVIVONO CIRCOLI REMIERI STORICI, LOCALI AFFACCIATI SULL’ACQUA, MUSICA, CUCINA E SOCIALITÀ. UN CORRIDOIO VERDE E URBANO INSIEME, IN CUI LA MEMORIA DEL VOLO S'INTRECCIA CON IL VIVERE CONTEMPORANEO DEL PO.
TRA VALIGIE, COINCIDENZE E VOGLIA DI BUON VINO, LA STAZIONE TERMINI AGGIUNGE UNA FERMATA CHE VALE LA SOSTA…O MEGLIO UN BINARIO DEL GUSTO.
DA FEBBRAIO APRE INFATTI L’ENOTECA DI VINARIO 4 AL MERCATO CENTRALE ROMA. UNA BOTTEGA CHE TRASFORMA IL CALICE IN RACCONTO, TRA PRODUTTORI INDIPENDENTI, TERRITORI AUTENTICI E UNA SELEZIONE COSTRUITA SU ARTIGIANALITÀ E SOSTENIBILITÀ. DALL’11 FEBBRAIO PARTONO ANCHE LE DEGUSTAZIONI GUIDATE MENSILI, CON DEBUTTO DEDICATO ALL’ALTA LANGA. SCOPRIAMO UN NUOVO INDIRIZZO PER WINE LOVERS E VIAGGIATORI GOURMET.
DALLE ANTICHE ROTTE DI PORTUS LUNAE AI NUOVI TERRAZZAMENTI RECUPERATI A 500 METRI, CA’ LVNAE È UN VIAGGIO NEL TEMPO NEL CUORE DELLA LIGURIA, NELL’ENTROTERRA SPEZZINO DEI COLLI DI LUNI. QUI LA FAMIGLIA BOSONI DÀ FORMA A UN VERO MOSAICO DI LUOGHI: VIGNETI CHE OGGI RAGGIUNGONO 85 ETTARI IN PRODUZIONE, DI CUI QUASI 30 IN BIOLOGICO, UNA NUOVA CANTINA GREEN INAUGURATA NEL 2023, RICERCA CONTINUA SU VERMENTINO E VITIGNI AUTOCTONI.
A COMPLETARE L’ESPERIENZA, MUSEO, EMPORIO, LIQUORERIA CON LABORATORIO E OSTERIA, DOVE LA CUCINA DIALOGA CON I VINI. IL G-ASTRONAUTA VI PORTA DOVE LA LUNA NASCE DALLA TERRA.

Dal 15 al 17 febbraio Beer&Food Attraction torna alla Fiera di Rimini come hub europeo dell’Out of Home: birra, food, mixology e tecnologia si incontrano in un format che racconta trend, innovazione e business del fuori casa contemporaneo
Le Cantine Marisa Cuomo raccontano la viticoltura eroica di Furore: vigne a pergola sulla roccia, mare e vento della Costa d’Amalfi. Un viaggio nella Terra Furoris tra storia, territorio e vini straordinari
MARS TO TABLE: LA NASA LANCIA UN CONTEST GLOBALE PER MENU MARZIANI
COCTA RISTO SOCIAL CLUB È LA NUOVA “SUPER-OSTERIA” DA PROVARE A ROMA
APRE IL SECONDO RISTORANTE DI PESCE DI GIUSEPPE SCICCHITANO A NAPOLI
Call to action internazionale, ma il montepremi è a stelle e strisce. L'iniziativa riapre il dibattito su cooperazione internazionale e distribuzione del valore nell’esplorazione spaziale
Carrelli in sala, preparazioni live e grandi piatti di mare: Scicchitano firma una nuova esperienza affacciata sul Golfo, tra tradizione partenopea, design e intrattenimento gastronomico
Nuova apertura nel quartiere Pietralata: cucina contemporanea, social table, mixology e vintage corner per un progetto giovane che ridisegna l’idea di convivio urbano




MHOPS, BIRRE ARTIGIANALI E CUCINA DAL MONDO A GENOVA
AGRIBUSINESS INNOVATION LAB
CALL PER STARTUP DEL FUTURO
CIOCCOLATÒ, CINQUE GIORNI DI CIOCCOLATO A TORINO
Il Piemonte rafforza il proprio ecosistema dell’innovazione con il lancio dell’Agribusiness Innovation Lab, iniziativa promossa da Réseau Entreprendre Piemonte per sostenere startup e neoimprese nei settori agritech, food&wine, sostenibilità e promozione turistica del territorio. Il programma nasce con l’obiettivo di accompagnare progetti imprenditoriali capaci di generare valore economico, occupazione e sviluppo locale, contribuendo alla crescita di un sistema produttivo sempre più orientato all’innovazione e alla transizione sostenibile. La call si rivolge a realtà già costituite o a team in fase di sviluppo che intendono proporre soluzioni innovative per la filiera agroalimentare, il turismo esperienziale e i processi di economia circolare. I progetti selezionati accederanno a un percorso di accelerazione della durata di due mesi con servizi di mentoring, supporto strategico e premi dedicati allo sviluppo del business, alla valorizzazione del brand e all’innovazione digitale. Candidature fino al 2 marzo. Info su https://www.reseau-entreprendre.org/piemonte/agribusinessinnovationlab/
Dal 13 al 17 febbraio torna a Torino CioccolaTò. La manifestazione dedicata al cioccolato avrà nuovamente come centro piazza Vittorio Veneto, con oltre 70 stand che ospiteranno circa 60 espositori tra produttori italiani e internazionali. L’edizione 2026 si estende su cinque giorni, uno in più rispetto allo scorso anno, e mantiene un impianto diffuso che coinvolge anche musei, palazzi storici e spazi culturali cittadini. Accanto all’area espositiva, il programma include incontri, workshop e appuntamenti di approfondimento con ospiti del panorama culturale e letterario, tra cui Arturo Brachetti, Joanne Harris e Felicia Kingsley. Tra le novità figurano l’introduzione di un’area B2B dedicata agli operatori della filiera e una charity partnership con Fondazione Paideia, a cui sarà destinato il ricavato di alcune attività. È inoltre prevista un’area dedicata a bambini e famiglie con laboratori e iniziative specifiche. Il calendario degli eventi si estende a diverse sedi cittadine, tra cui il Circolo dei Lettori, i Musei Reali e il Cinema Massimo. Info su https://www.cioccola.to.it/
Dal 19 al 22 febbraio Genova accende i riflettori su MHOPS – Craft Beer & Food Festival, in scena negli spazi del MOG, nel cuore di via XX Settembre. Quattro giorni in cui malti e luppoli dialogano con il meglio dello street food internazionale, trasformando la piazza coperta del Mercato Orientale in un grande laboratorio di convivialità urbana. Il festival, giunto alla quarta edizione e realizzato in collaborazione con Scurreria Beer & Bagel, porta a Genova 8 birrifici artigianali italiani con 48 vie alla spina, affiancati da 10 cucine dal mondo: dalla tradizione ligure al sushi d’autore, passando per Perù, Kenya, hamburger, pizze gourmet e dolci. Il programma si completa con 3 laboratori tematici guidati da protagonisti della scena birraria come Simone Cantoni, Federico Stagno e Alessandro Gurgo, dedicati a temi chiave come basse gradazioni, spillatura perfetta e cultura della birra contemporanea. L’ingresso è libero fino a capienza, con sistema a gettoni per le degustazioni e pagamento diretto alle cucine per il food. Info su https://moggenova.it/mhops-2026/

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BOCUSE L'ULTIMO IMPERATORE
LA STORIA DELL'UOMO DIETRO AL MITO DELLA NOUVELLE CUISINE
C’è qualcosa di profondamente epico e carnale nel racconto della grande cucina quando diventa destino, vocazione, materia narrativa. Con Bocuse. L’ultimo imperatore, in uscita il 25 febbraio per Slow Food Editore, Gautier Battistella firma un romanzo monumentale che restituisce alla figura di Paul Bocuse la dimensione di mito moderno, intrecciando storia personale, epopea gastronomica e ritratto di un secolo intero.
Il libro attraversa la Francia del Novecento seguendo l’ascesa di un uomo nato tra le risaie e le acque della Saône, erede di una tradizione familiare di mugnai e cuochi, destinato a trasformare il proprio talento in leggenda. La formazione di Bocuse è segnata dalle prove della guerra, dalla durezza dell’apprendistato e dall’incontro con maestri assoluti come Fernand Point, figura filosofica e carismatica della gastronomia francese. Sono anni di disciplina, ambizione e ricerca, in cui il giovane cuoco forgia un’identità fatta di rigore, intuizione e ostinata volontà.
Battistella costruisce una narrazione che alterna dimensione intima e affresco storico. Il racconto segue Bocuse nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista delle tre stelle Michelin e nella trasformazione del suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or in un santuario del gusto internazionale. Parallelamente emergono le contraddizioni dell’uomo: la vanità, il fascino esercitato sulle donne, la pressione del successo, l’organizzazione quasi militare della cucina come spazio di potere e creazione.
Il romanzo racconta anche la tensione tra tradizione e modernità che segna la Nouvelle Cuisine, movimento di cui Bocuse diventa simbolo e al tempo stesso voce critica, difendendo la centralità della materia prima e del piacere contro ogni deriva intellettualistica. La creazione del Bocuse d’Or consacra definitivamente lo chef come ambasciatore del gusto francese e figura globale, trasformando la cucina in spettacolo e linguaggio universale. Un’opera ambiziosa che consegna al lettore la storia di un uomo che ha fatto della cucina un’arte e del proprio nome un simbolo.
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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli?
Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef.
Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.
Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.
Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.
In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.
Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.
Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale.
Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea.
Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.
La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.
Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.
La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.
La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano.
La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.
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Maurizio Maschio è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 145296

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