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MAURIZIO MASCHIO


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IL G-ASTRONAUTA 



gli eventi al top, le notizie più interessanti, le novità più curiose per amanti del gusto e space insider

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SAPORI D'ALTA QUOTA 

 

25 INDIRIZZI PER L'ESTATE: DALLE ALPI ALLE ISOLE

TRA RIFUGI, CHALET E RISTORANTI DI MONTAGNA

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L'ESTATE È IL MOMENTO PERFETTO PER RISCOPRIRE LA MONTAGNA E IMMERGERSI NEI SUOI PAESAGGI E NEI SUOI SAPORI, TRA ESCURSIONI LUNGO SENTIERI PANORAMICI, BOSCHI E PASCOLI FIORITI, TERRAZZE AFFACCIATE SULLE VETTE E SERATE SOTTO LE STELLE. DALLE DOLOMITI ALL'ETNA, DALLE ALPI LUNGO L'APPENNINO FINO ALLE ISOLE, IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO PER VOI ALCUNI TRA I RIFUGI GOURMET PIÙ INTERESSANTI D'ITALIA. 

 

UNA GUIDA CON TANTO DI INDIRIZZI E CONTATTI UTILI, DOVE GUSTO E NATURA S’INTRECCIANO. UN VIAGGIO DA VIVERE PASSO DOPO PASSO, CON LO ZAINO IN SPALLA... E IL PALATO SEMPRE PRONTO A FARSI SORPRENDERE.

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WINE LOVERS

IL CALENDARIO

DELL'ESTATE

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GLI EVENTI AL TOP DI LUGLIO E AGOSTO

 

DAL TRENTINO-ALTO ADIGE ALLA VERSILIA, DA ROMA AL PIEMONTE, DAL VENETO ALLA TUSCIA, L’ESTATE DEI WINE LOVERS ENTRA NEL VIVO CON UN CALENDARIO CHE INTRECCIA DEGUSTAZIONI, MASTERCLASS, FESTIVAL DI PAESE, ARTE, MUSICA, CENE ALL’APERTO E GRANDI TERROIR. 

 

IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO GLI APPUNTAMENTI PIÙ INTERESSANTI DI LUGLIO E AGOSTO PER ACCOMPAGNARVI IN UN VIAGGIO TRA CALICI ROSATI, BOLLICINE, MOSCATO, VINI DI MONTAGNA, BORGHI ILLUMINATI, SPETTACOLI E SAPORI D’ESTATE.

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LA CENA SPAZIALE ALLE FONDERIE OZANAM  

sala cena spaziale

IL FORMAT SCIENTIFICO-CULINARIO A TORINO:

DALLE STELLE ALLA TAVOLA, IL FUTURO È NEL PIATTO

 

LE FONDERIE OZANAM DI TORINO OSPITANO LA CENA SPAZIALE™ 2026, IL FORMAT IDEATO E CONDOTTA DAL G-ASTRONAUTA, CHE UNISCE DIVULGAZIONE SCIENTIFICA, CULTURA DEL GUSTO E SPETTACOLO.  

 

UN VIAGGIO TRA RICERCA AEROSPAZIALE, SOSTENIBILITÀ ED ECONOMIA CIRCOLARE, RACCONTATO ATTRAVERSO UN MENU TEMATICO, INTERVENTI DI GRANDI ESPERTI DEL SETTORE E UN’ESPERIENZA IMMERSIVA CHE PROSEGUE DOPO CENA SUL TETTO, CON UN DJ-SET COSMICO E L’OSSERVAZIONE DEL CIELO AL TELESCOPIO. DALLA TAVOLA ALLO SPAZIO E RITORNO, PER SCOPRIRE COME LE TECNOLOGIE SVILUPPATE IN ORBITA STIANO GIÀ TRASFORMANDO LA NOSTRA QUOTIDIANITÀ.

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COPENAGHEN

G-ASTRONOMICA

REPORTAGE: QUATTRO GIORNI NELLA CAPITALE DANESE TRA SCIENZA, GUSTO E ARTE

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LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE. DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ.  

 

NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK.

alba sulle cinque torri

DA CORTINA D'AMPEZZO AL CADORE

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TUTTO IL GUSTO DELLE DOLOMITI OLIMPICHE  

 

CORTINA D’AMPEZZO È STATA AL CENTRO DEL MONDO PER I GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI INVERNALI 2026, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA SI È SPINTO OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”.   

 

UN RACCONTO CHE INTRECCIA LO SPORT E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.
 

 

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SOLO IL MEGLIO, SCELTO DAL G-ASTRONAUTA
 

food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle

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CUCINA SOLIDALE 

FONDERIE OZANAM, DOVE LA RISTORAZIONE INCONTRA L'INCLUSIONE SOCIALE
 

NON SOLO RISTORAZIONE, MA UN MODELLO CONCRETO DI INCLUSIONE E RIGENERAZIONE URBANA. LE FONDERIE OZANAM, IN VIA FOLIGNO 14 A TORINO, RAPPRESENTANO OGGI UN ECOSISTEMA ARTICOLATO IN CUI FORMAZIONE, LAVORO E QUALITÀ GASTRONOMICA CONVIVONO OGNI GIORNO. 

 

DALLA NASCITA DELLA COOPERATIVA MEETING SERVICE CATERING NEL 1988 ALLO SVILUPPO DEL RISTORANTE E DEL BISTROT QUI DA NOI, FINO AL PROGETTO DEI VASETTI E ALL’ECONOMIA CIRCOLARE, IL PERCORSO SI ESTENDE OGGI AL COMMUNITY HUB BEEOZANAM, TRA EVENTI CULTURALI, ORTO URBANO E NUOVE PROGETTUALITÀ COME IL TURIN SPACE POINT.
 

KERMESSE  
LA CUCINA SUL PALCO A GENOVA: UN ASSAGGIO DI LIGURIA AD ALTRAONDA FESTIVAL

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QUEST'ESTATE, ALL'ARENA DEL MARE DEL PORTO ANTICO DI GENOVA, NON SARANNO SOLTANTO I CONCERTI DEI BIG DELLA MUSICA ITALIANA A DARE SPETTACOLO. 

 

DAL 27 GIUGNO AL 29 LUGLIO, ALTRAONDA FESTIVAL UNIRÀ MUSICA E GASTRONOMIA GRAZIE A MARCO VISCIOLA, CHEF STELLATO DEL RISTORANTE IL MARIN, CHE AVRÀ UN DOPPIO RUOLO: PRIVATE CHEF DEGLI ARTISTI – DA FIORELLA MANNOIA A BRESH, DAI NEGRAMARO AI LITFIBA – E AMBASCIATORE DELLA CUCINA LIGURE CON NONNO GIUAN. UN VIAGGIO TRA ALTA CUCINA E FOCACCETTE GENOVESI CHE RACCONTA UNA LIGURIA AUTENTICA, VIVACE E TUTTA DA ASSAPORARE.

WINE STORIES  
CANTINE MARISA CUOMO, DOVE LA ROCCIA INCONTRA LA FURIA DEL MARE

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NEL CUORE DELLA COSTIERA AMALFITANA, DOVE LA VITE CRESCE SOSPESA TRA CIELO E MARE, AGGRAPPATA A TERRAZZE DI ROCCIA CHE SEMBRANO SFIDARE LA GRAVITÀ, SI TROVA FURORE, PATRIA DELLA VITICOLTURA EROICA E DELLE CANTINE MARISA CUOMO.

 

DAL CELEBRE FIORDUVA AI GRANDI ROSSI E BIANCHI DELLA DENOMINAZIONE COSTA D'AMALFI, OGNI BOTTIGLIA RACCONTA UN PAESAGGIO UNICO FATTO DI VENTO, SALSEDINE, MACCHIA MEDITERRANEA E LAVORO INSTANCABILE DELL'UOMO. UN VIAGGIO TRA VIGNETI SPETTACOLARI, VINI ICONICI E UNA CANTINA SCAVATA NELLA ROCCIA, DOVE LA NATURA CONTINUA A DETTARE IL RITMO DEL TEMPO.

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SPACE INSIDER - TUTTO SU ARTEMIS 2 E 3

FOOD & WINE - CASA CAMPERIO A MILANO

 

La missione NASA riporta l'uomo nello spazio profondo dopo oltre cinquant'anni. Dal racconto completo di Artemis 2 all'annuncio di Artemis 3 con Luca Parmitano pilota della missione, tutto quello che c'è da sapere sul nuovo capitolo dell'esplorazione lunare

Il ristorante con american bar inaugura il nuovo corso firmato dallo chef Roberto Conti, oggi anche socio del locale insieme alla famiglia Lascatti. Cucina d'autore, design e la drink list "Aperitif on the Moon" danno vita a un'esperienza che guarda... alle stelle

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THE VENICE TIMES: ARTE, CICCHETTI E OSPITALITÀ A CANNAREGIO

MIXOLOGY: AL DIVINITY LOUNGE LA LUCE DIVENTA UNA DRINK LIST   

LO STELLATO PACA CAMBIA CASA ED ENTRA IN TENUTA CERI

Dal Pantheon alla mixology: il Divinity Lounge Bar & Terrace di Roma presenta "Phase", la nuova drink list estiva ispirata al viaggio della luce attraverso l'oculus del celebre monumento capitolino

Vignette Collection, il brand luxury & lifestyle di IHG, debutta in Italia con un nuovo indirizzo veneziano: 30 camere, salotto dedicato all’arte della stampa, cocktail, cicchetti e un giardino segreto 

A settembre il ristorante stellato Paca lascia Prato per trasferirsi a Tenuta Ceri, tra le vigne di Carmignano, dando vita a una nuova destinazione che unisce vino, ospitalità e gastronomia d'autore

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BREAKING NEWS
 

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A RIETI DIECI GIORNI TRA SAPORI PICCANTI E MUSICA

VENEZIA BRINDA ALLA BELLE ÉPOQUE SUL CANAL GRANDE

A CARMAGNOLA ARRIVA SUA MAESTÀ IL PEPERONE

Dal 28 agosto al 6 settembre Rieti si accende con la quindicesima Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino, dieci giorni di sapori, show cooking, degustazioni, musica e spettacoli nel centro storico. Dopo le oltre 300.000 presenze dell'ultima edizione, la manifestazione torna con circa 200 stand e una spettacolare esposizione di 800 varietà di peperoncino provenienti da ogni continente. Tra gli stand si potranno scoprire prodotti tipici ed eccellenze del territorio, mentre incontri, mostre e delegazioni da Angola, Messico, Honduras, Costa d'Avorio e Algeria daranno alla festa un respiro internazionale, mettendo a confronto culture gastronomiche nelle quali il piccante è protagonista. Ricchissimo anche il programma musicale di Piazza Mazzini, con Baby K, Eddie Brock, LDA e Aka 7even, Benji e Fede, Michele Bravi, Ludwig, Samurai Jay e Rocco Hunt, oltre alle serate 105 Disco Mania e 105 Anni '90. Partner della manifestazione saranno infatti Radio 105 e Radio Subasio. L'ingresso è gratuito, info e programma sul sito www.fieramondialedelpeperoncino.com

Domenica 6 settembre, mentre a Venezia sfila la Regata Storica, la città torna per un pomeriggio alle atmosfere della Belle Époque. Dalle ore 15 alle 19, Eco d'Oro trasforma il ristorante l'Ombra del Leone, all'interno della storica Ca' Giustinian a San Marco, in un elegante salotto affacciato sull'acqua, rievocando la Venezia di fine Ottocento. Una posizione privilegiata per assistere dalle ore 16 al passaggio del Corteo Storico in costume e alle successive sfide dei gondolini, accompagnando lo spettacolo con momenti conviviali. Dalle 17,30 spazio alle “Ciacole in riva”, tra delizie per il palato, racconti e suggestioni dedicate alla Regata del 1899 e al suo legame con la Biennale; dalle 18, invece, bicchierata al tramonto, accompagnata da musica classica, per brindare nel cuore di San Marco. E per entrare fino in fondo nello spirito dell'evento, il dress code consigliato invita ad aggiungere al proprio abbigliamento un dettaglio o un accessorio d'ispirazione Belle Époque. Info e iscrizioni scrivendo a presidenteromeo@gmail.com o visitando la pagina FB di Fantasia Veneziana

Carmagnola, in provincia di Torino, celebra il suo prodotto simbolo con la 77ª Fiera Nazionale del Peperone, dal 28 agosto al 6 settembre. Cuore gastronomico della manifestazione sarà il BTM PalaPeperone, con degustazioni e show cooking che spazieranno dal Carmagnolotto, rivisitazione dell'agnolotto piemontese, alla sfida per la migliore bagna cauda, fino alla Lasagna dei Cordai con Peperone Corno di Bue, Coniglio Grigio e canapa. Spazio anche agli abbinamenti più curiosi, dal peperone candito ricoperto di cioccolato al Gin Tonic Occitano, mentre il Villaggio del Territorio porterà in vetrina produttori, sapori tipici ed eccellenze piemontesi. Domenica 30 agosto torna il tradizionale Concorso del Peperone. Gran finale il 6 settembre con la Peperonata Tricolore, preparata con 400 kg di peperoni e 100 kg di salsiccia per mille porzioni. Ricco anche il Foro Festival al Foro Boario di piazza Italia: dj set con Wender e Pippo Palmieri, il live di Levante il 30 agosto, Pablo Trincia, l'omaggio a Morricone e, in chiusura, la Pink Floyd Night. Info su www.fieradelpeperone.it

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AD AGNONE TRE GIORNI A TUTTO FORMAGGIO   

 A GUSPINI VANNO IN SCENA I MIELI TIPICI DELLA SARDEGNA
 

AD ASIAGO DUE WEEKEND DI GUSTO MADE IN MALGA 

Il 29 e 30 agosto il borgo minerario di Montevecchio, a Guspini (Medio Campidano) in Sardegna, ospita la 33ª Sagra del Miele, due giornate dedicate all'apicoltura sarda ma anche alla natura, alla cultura e alla scoperta del territorio. Si comincia sabato alle 9,30 con il convegno “Apicoltura e cambiamenti climatici” e il 26° Concorso Mieli Tipici della Sardegna, al quale hanno partecipato ben 233 mieli, tutti sottoposti ad analisi. Saranno assegnati gli attestati di qualità e i riconoscimenti Miele del Parco e Ape d'Oro, dedicati all'apicoltura sarda e alla valorizzazione del patrimonio di Montevecchio. Nel pomeriggio spazio a una tavola rotonda, laboratori per bambini e attività dedicate alle api, fino all'insolito laboratorio per autoprodurre un profumo solido. La Sagra diventa inoltre occasione per esplorare l'affascinante paesaggio dell'ex comprensorio minerario, con visite al Borgo di Gennas, un'escursione nell'areale del Cervo Sardo e, domenica, lungo il Sentiero del Minatore. Non mancheranno spettacoli itineranti e appuntamenti culturali. Info sul su www.sagramiele.it/

Dal 28 al 30 agosto Agnone (Isernia), in Molise, diventa capitale del gusto con la quarta edizione di Casearia – Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani. Al Palasport saranno protagonisti oltre 70 produttori e 200 tipologie di formaggi, dai pecorini alle robiole, dai caciocavalli alle paste filate, fino alle produzioni più insolite e di nicchia. Ricco il programma di degustazioni, incontri e showcooking: sabato 29 arriva Luca Pappagallo, volto di Food Channel, con due appuntamenti ai fornelli, mentre domenica spazio a Bruno Vanzan, campione mondiale di Flair Bartending, con le masterclass dedicate all'abbinamento tra formaggi e spirits. In calendario anche degustazioni di Tintilia, focus su formaggi e diete speciali, arte, olio EVO e mandorle molisane, oltre alla premiazione del Casearia Award. Il pass costa 8 euro, è valido per tutti e tre i giorni e comprende anche tour nel centro storico, degustazioni e sconti per visitare i principali siti culturali di Agnone. Venerdì e sabato, dopo la chiusura dei padiglioni, la festa continua con la Notte Bianca e musica live. Info sul sito https://www.fieracasearia.it/

Dal 4 al 6 e dall'11 al 13 settembre Asiago (Vicenza) torna capitale italiana dei formaggi d'alta quota con la 14ª edizione di Made in Malga, evento nazionale dedicato alle produzioni agroalimentari della montagna. Per due weekend il centro storico si trasformerà in una grande mostra mercato con oltre cento produttori da tutta Italia e un viaggio tra formaggi d'alpeggio, salumi, mieli, conserve e altre specialità nate sopra i 600 metri. In programma anche masterclass dedicate agli abbinamenti tra formaggi, vini estremi e birre artigianali, mentre l'Osteria di Montagna proporrà piatti come Asiago DOP in diverse stagionature, gnocchi di Rotzo, stinco con polenta e lasagne ai finferli. Nei Giardini di Piazza Carli torna inoltre il Mountain Beer Festival, giunto alla sesta edizione, affiancato dagli incontri Asiago Experience, laboratori e appuntamenti musicali. Numeri da record nel 2025: oltre 150.000 visitatori e 120 aziende da 18 regioni. L'ingresso alla manifestazione è libero; a pagamento le degustazioni guidate. Informazioni sul sito https://www.madeinmalga.it/

 

 

 

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LA TAVOLA DEL MONDO

 IL SAGGIO CHE RACCONTA LA STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE ATTRAVERSO CIÒ CHE MANGIAMO

Che cosa hanno in comune il vino Porto, una bottiglia di acqua frizzante, una scatoletta di Spam, il poké hawaiano e il caviale del Mar Caspio? Apparentemente nulla. Eppure, ciascuno di questi prodotti racconta un frammento della stessa storia: quella della globalizzazione. È l'intuizione alla base de La tavola del mondo, monumentale volume di cinquecento pagine curato dagli storici Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre, in libreria dal 3 luglio per ADD Editore, che invita a osservare il cibo come uno straordinario archivio della storia umana. 

 

Il pregio dell'opera è proprio il metodo. Gli autori non propongono una semplice storia della cucina, ma costruiscono una vera indagine storica in cui ogni alimento diventa la chiave per comprendere commerci, guerre, migrazioni, colonialismo, innovazioni tecnologiche, marketing e trasformazioni culturali. Il risultato è un viaggio sorprendente, capace di demolire molte delle nostre certezze gastronomiche. 

 

Così il vino Porto non è soltanto una delle grandi eccellenze portoghesi, ma il frutto di trattati commerciali, rivalità tra Inghilterra e Francia e strategie politiche che ne fecero un simbolo dell'identità britannica. L'acqua frizzante rivela invece una storia inattesa, nata dagli esperimenti scientifici di Joseph Priestley e dall'espansione dell'industria europea dell'imbottigliamento. Ancora più sorprendente è la vicenda dello Spam: nato durante la Grande Depressione americana come economica carne in scatola, diventò razione fondamentale degli eserciti alleati nella Seconda guerra mondiale per trasformarsi, nel tempo, in un ingrediente identitario della cucina hawaiana e coreana. Anche il poké, oggi simbolo della cucina hawaiana, si rivela una "tradizione reinventata", modellata dalle migrazioni e dagli incontri tra culture del Pacifico, mentre il caviale racconta il passaggio dal monopolio russo alle moderne produzioni d'allevamento, fino all'ascesa della Cina come primo produttore mondiale. 

La tavola del mondo è uno di quei libri che cambiano il modo di guardare ciò che abbiamo nel piatto. Dopo averlo letto, una tazza di caffè, una bottiglia d'acqua minerale o un semplice panino smettono di essere soltanto alimenti e diventano il punto d'incontro di secoli di viaggi, contaminazioni e scambi tra popoli. Un saggio rigoroso, ma sorprendentemente scorrevole, che dimostra come la storia dell'umanità possa essere raccontata anche attraverso ciò che ogni giorno portiamo in tavola.
 

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BOCUSE L'ULTIMO IMPERATORE

LA STORIA DELL'UOMO DIETRO AL MITO DELLA NOUVELLE CUISINE 

C’è qualcosa di profondamente epico e carnale nel racconto della grande cucina quando diventa destino, vocazione, materia narrativa. Con Bocuse. L’ultimo imperatore, in uscita il 25 febbraio per Slow Food Editore, Gautier Battistella firma un romanzo monumentale che restituisce alla figura di Paul Bocuse la dimensione di mito moderno, intrecciando storia personale, epopea gastronomica e ritratto di un secolo intero. 

 

Il libro attraversa la Francia del Novecento seguendo l’ascesa di un uomo nato tra le risaie e le acque della Saône, erede di una tradizione familiare di mugnai e cuochi, destinato a trasformare il proprio talento in leggenda. La formazione di Bocuse è segnata dalle prove della guerra, dalla durezza dell’apprendistato e dall’incontro con maestri assoluti come Fernand Point, figura filosofica e carismatica della gastronomia francese. Sono anni di disciplina, ambizione e ricerca, in cui il giovane cuoco forgia un’identità fatta di rigore, intuizione e ostinata volontà. 

 

Battistella costruisce una narrazione che alterna dimensione intima e affresco storico. Il racconto segue Bocuse nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista delle tre stelle Michelin e nella trasformazione del suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or in un santuario del gusto internazionale. Parallelamente emergono le contraddizioni dell’uomo: la vanità, il fascino esercitato sulle donne, la pressione del successo, l’organizzazione quasi militare della cucina come spazio di potere e creazione. 

 

Il romanzo racconta anche la tensione tra tradizione e modernità che segna la Nouvelle Cuisine, movimento di cui Bocuse diventa simbolo e al tempo stesso voce critica, difendendo la centralità della materia prima e del piacere contro ogni deriva intellettualistica. La creazione del Bocuse d’Or consacra definitivamente lo chef come ambasciatore del gusto francese e figura globale, trasformando la cucina in spettacolo e linguaggio universale. Un’opera ambiziosa che consegna al lettore la storia di un uomo che ha fatto della cucina un’arte e del proprio nome un simbolo.
 

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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

 

Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli? 

 

Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef. 

 

Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.

 

Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.

 

Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.

 

In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

 

Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.  

 

Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.

 

Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale. 

 

Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea. 

 

Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.

 

La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.

 

Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.

 

La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO

 

A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.

 

La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano. 

 

La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.

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Maurizio Maschio è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 145296

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