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MAURIZIO MASCHIO

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IL G-ASTRONAUTA 



gli eventi al top, le notizie più interessanti, le novità più curiose per amanti del gusto e space insider

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1926-2026

CENT'ANNI IN VOLO 

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SULLE ALI DELLA PRIMA LINEA AEREA ITALIANA DA TORINO A TRIESTE

 

NEL CENTENARIO DELLA PRIMA LINEA AEREA ITALIANA PER IL TRASPORTO CIVILE, IL G-ASTRONAUTA RENDE OMAGGIO A QUESTO IMPORTANTE ANNIVERSARIO PUBBLICANDO UN ESTRATTO DAL SUO PRIMO LIBRO DA TORINO VERSO MARTE – DALLA CONQUISTA DEL CIELO ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO, CHE NE RIPERCORRE L'AVVENTURA. IN PIÙ, UNO SPECIALE IN 4 TAPPE SULLE “ALI DEL PO” AI GIORNI NOSTRI: QUI LA PRIMA PARTE. 


ERA IL 1926 QUANDO GLI IDROVOLANTI DELLA SISA UNIRONO TORINO E TRIESTE SEGUENDO IL CORSO DEL PO, INAUGURANDO UNA RETE DI COLLEGAMENTI CHE IN POCHI ANNI TOCCÒ VENEZIA, PAVIA, FIUME, ZARA, POLA, GENOVA E MARSIGLIA. UN’EPOPEA TECNOLOGICA E UMANA CHE, FINO AI PRIMI ANNI TRENTA, FECE DELL’IDROVOLANTE IL SIMBOLO DI UN’ITALIA PROIETTATA NEL FUTURO.
 

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COPENAGHEN

G-ASTRONOMICA

REPORTAGE: QUATTRO GIORNI NELLA CAPITALE DANESE TRA SCIENZA, GUSTO E ARTE

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COPENAGHEN È UNA METROPOLI CHE VIVE IN DIALOGO COSTANTE CON L'ARIA: LA LUCE RADENTE, L’ACQUA CHE RIFLETTE IL CIELO DEL NORD, GLI SPAZI CHE INVITANO A GUARDARE OLTRE. QUESTA È LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE.

 

DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ. 

 

NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK. 

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L'AQUILA MULTIVERSO DI SAPERI E SAPORI 

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IL CAPOLUOGO ABRUZZESE, CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2026, RACCONTA LA SUA RINASCITA (ANCHE) IN CUCINA

 

UN CARTELLONE DI OLTRE 300 EVENTI, 100 LOCATION E 300 GIORNI DI PROGRAMMAZIONE RIDISEGNA IL RAPPORTO TRA CENTRO URBANO E AREE INTERNE, METTENDO IN DIALOGO ARTE, PAESAGGIO E COMUNITÀ. 

 

IN QUESTO RACCONTO CORALE ANCHE IL CIBO DIVENTA LINGUAGGIO CULTURALE: DALLA PANARDA AL RITO DI SANT’AGNESE, DAI SAPORI PASTORALI AI VINI D’ALTITUDINE, FINO A UNA RISTORAZIONE CONTEMPORANEA CHE ACCOMPAGNA LA RINASCITA DELLA BELLA CITTÀ ABRUZZESE. PERCHÉ A L’AQUILA LA CULTURA SI RESPIRA ANCHE A TAVOLA. 

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DA CORTINA D'AMPEZZO AL CADORE

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NEL CUORE DELLE DOLOMITI OLIMPICHE TRA SPORT, GUSTO E PAESAGGI DA SOGNO  

 

CORTINA D’AMPEZZO PUNTA I RIFLETTORI SULLE OLIMPIADI INVERNALI 2026, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA VA OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”. 

 

UN RACCONTO CHE INTRECCIA LE GARE OLIMPICHE E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA. PER SCOPRIRE UN TERRITORIO PATRIMONIO UNESCO CHE UNISCE SPORT, CULTURA E NATURA IN UN’UNICA ESPERIENZA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.

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IL CALENDARIO DEI WINE LOVERS

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GLI EVENTI AL TOP DI FEBBRAIO  

 

FEBBRAIO ACCENDE I MOTORI DEL VINO ITALIANO CON UN CALENDARIO FITTO DI ANTEPRIME, SALONI E DEGUSTAZIONI CHE ATTRAVERSANO IL PAESE DA NORD A SUD. DALLE LANGHE A BOLOGNA, DA GENOVA ALLA TOSCANA DELLE NUOVE ANNATE, FINO A TORINO E ROMA, IL MESE PIÙ CORTO DELL’ANNO DIVENTA UN VIAGGIO AD ALTA INTENSITÀ TRA TERRITORI, PRODUTTORI E TENDENZE DEL BERE CONTEMPORANEO. 
 

IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO GLI APPUNTAMENTI AL TOP CHE NON POTETE ASSOLUTAMENTE PERDERVI, CON UN’UNICA REGOLA: DEGUSTARE MENO, MA MEGLIO.
 

 

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SOLO IL MEGLIO, SCELTO DAL G-ASTRONAUTA

food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle

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IL RACCONTO/ PARTE 1

NEL CUORE VERDE DI TORINO

DOVE L'ITALIA IMPARÒ A VOLARE SULL'ACQUA
 

C’È UN TRATTO DI TORINO IN CUI IL FIUME RACCONTA PIÙ DI QUANTO SEMBRI. TRA PONTE UMBERTO I E PONTE ISABELLA, NEL PARCO DEL VALENTINO, PRENDE AVVIO IL PRIMO CAPITOLO DI UN RACCONTO IN QUATTRO TAPPE PER RENDERE OMAGGIO AL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA PRIMA LINEA AEREA CIVILE ITALIANA: LA TORINO–TRIESTE. 


QUI, DOVE NEGLI ANNI VENTI SORGEVA L’IDROSCALO CITTADINO, OGGI CONVIVONO CIRCOLI REMIERI STORICI, LOCALI AFFACCIATI SULL’ACQUA, MUSICA, CUCINA E SOCIALITÀ. UN CORRIDOIO VERDE E URBANO INSIEME, IN CUI LA MEMORIA DEL VOLO S'INTRECCIA CON IL VIVERE CONTEMPORANEO DEL PO.
 

NUOVA APERTURA   
VINARIO 4 APRE AL MERCATO CENTRALE ROMA: IL VINO COME ESPERIENZA CULTURALE 

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TRA VALIGIE, COINCIDENZE E VOGLIA DI BUON VINO, LA STAZIONE TERMINI AGGIUNGE UNA FERMATA CHE VALE LA SOSTA…O MEGLIO UN BINARIO DEL GUSTO. 

 

DA FEBBRAIO APRE INFATTI L’ENOTECA DI VINARIO 4 AL MERCATO CENTRALE ROMA. UNA BOTTEGA CHE TRASFORMA IL CALICE IN RACCONTO, TRA PRODUTTORI INDIPENDENTI, TERRITORI AUTENTICI E UNA SELEZIONE COSTRUITA SU ARTIGIANALITÀ E SOSTENIBILITÀ. DALL’11 FEBBRAIO PARTONO ANCHE LE DEGUSTAZIONI GUIDATE MENSILI, CON DEBUTTO DEDICATO ALL’ALTA LANGA. SCOPRIAMO UN NUOVO INDIRIZZO PER WINE LOVERS E VIAGGIATORI GOURMET.  

ANTEPRIMA   
LA STORICA DROGHERIA CAVALETTO RINASCE COME SPAZIO POP UP 

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RINASCE IN PIAZZA STATUTO UNO DEGLI INDIRIZZI PIÙ ICONICI DI TORINO: LA STORICA DROGHERIA CAVALETTO SI RIPRESENTA AI TORINESI COME “LO SPAZIO ESPRESSO”, UN LUOGO CONTEMPORANEO CHE UNISCE MEMORIA E CREATIVITÀ. AFFACCIATO SOTTO I PORTICI, QUESTO AMBIENTE MODULABILE DIVENTA TEMPORARY STORE, POP-UP, SPAZIO ESPOSITIVO, SALOTTO PER PRESENTAZIONI ED ESPERIENZA DA VIVERE.

 

LA CORNICE IDEALE PER RACCONTARE PROGETTI, LANCIARE PRODOTTI, OSPITARE DEGUSTAZIONI ED EVENTI AZIENDALI. SCOPRIAMO IN ANTEPRIMA UN NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER CHI CERCA VISIBILITÀ, ATMOSFERA E UN CONTESTO RICCO DI STORIA NEL CUORE DI TORINO.

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space insider


PARIGI SPAZIALE
CARTOLINA D'AUTUNNO DALLA VILLE LUMIÈRE, TRA STELLE E BISTROT

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IN OCCASIONE DELLA WORLD SPACE WEEK 2025, IL G-ASTRONAUTA FIRMA UNA CARTOLINA SPECIALE DA PARIGI, LA CITTÀ EUROPEA CHE PIÙ DI OGNI ALTRA UNISCE ELEGANZA, STORIA E RICERCA SPAZIALE. TRA LE LUCI DELLA SENNA E IL FASCINO DEI BOULEVARD, LA VILLE LUMIÈRE RIVELA UN’ANIMA SCIENTIFICA POCO CONOSCIUTA: DAL MUSÉE DE L’AIR ET DE L’ESPACE DI LE BOURGET, DOVE CONVIVONO CONCORDE E RAZZI ARIANE, AL QUARTIER GENERALE DELL’ESA, CUORE DELLE MISSIONI EUROPEE VERSO LUNA E MARTE, FINO ALL’OBSERVATOIRE DE PARIS-PSL, FONDATO NEL 1667 E ANCORA OGGI PUNTO DI RIFERIMENTO MONDIALE PER L’ASTRONOMIA.

 

UN ITINERARIO CHE INTRECCIA SCIENZA, CULTURA E PIACERE DI VIVERE, ARRICCHITO DA SOSTE GOURMAND IN BISTROT E RISTORANTI DELLA CAPITALE FRANCESE. PERCHÉ ANCHE A PARIGI, TRA UN PIATTO DI ENTRECÔTE E UNA VISTA SULLA TORRE EIFFEL, SI PUÒ SCOPRIRE QUANTO IL FUTURO DELL’UOMO RESTI SCRITTO NELLE STELLE.

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KERMESSE

WINE LOVERS

 

TASTE 2026 arriva a Firenze dal 7 al 9 febbraio alla Fortezza da Basso con oltre 750 aziende e più di 100 nuovi espositori. Il salone food di Pitti Immagine celebra il “True Food” tra eccellenze italiane, vini eroici, spirits, talk ed eventi diffusi in città 
 

Le Cantine Marisa Cuomo raccontano la viticoltura eroica di Furore: vigne a pergola sulla roccia, mare e vento della Costa d’Amalfi. Un viaggio nella Terra Furoris tra storia, territorio e vini straordinari 
 

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MARS TO TABLE: LA NASA LANCIA UN CONTEST GLOBALE PER MENU MARZIANI

COCTA RISTO SOCIAL CLUB È LA NUOVA “SUPER-OSTERIA” DA PROVARE A ROMA

L'ORTO SOTTO CASA E LA CIPOLLA DI CERTALDO DECANTATA DA BOCACCIO

Call to action internazionale, ma il montepremi è a stelle e strisce. L'iniziativa riapre il dibattito su cooperazione internazionale e distribuzione del valore nell’esplorazione spaziale

Dal Decameron di Boccaccio ai campi lungo l’Elsa: a Certaldo la Cipolla Presidio Slow Food diventa racconto di territorio con l'azienda agricola L’Orto sotto casa, che quest'anno spegne 10 candeline

Nuova apertura nel quartiere Pietralata: cucina contemporanea, social table, mixology e vintage corner per un progetto giovane che ridisegna l’idea di convivio urbano
 

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Breaking News

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FIERAGRICOLA, A VERONA L'AGRICOLTURA CHE INNOVA

PER SAN VALENTINO 2 CUORI (DI CIOCCOLATO) A PERUGIA
 

LEGUMI CHE PASSIONE! A STRA LA BIODIVERSITÀ IN TAVOLA

Dal 7 al 14 febbraio, a Perugia, la Città del Cioccolato celebra l’amore universale con Due cuori, una città, trasformando il percorso museale in un’esperienza immersiva tra allestimenti a tema Love e iniziative speciali. Per tutta la settimana scatta la promo Siete in due? Paga uno! con biglietto omaggio e cioccolatino a forma di cuore omaggio. Cuore pulsante è la Fabbrica Bean to Bar, dove è possibile creare la propria tavoletta personalizzata, scattare una foto ricordo e, tramite QR code, inviarla al ChocoShop per scegliere il pack e inserire una dedica alla persona amata. Negli store interni debutta inoltre un’esclusiva selezione di praline a cuore realizzate con la maître chocolatier Alice Cianuri, protagonista anche dei cooking show Rubacuori, ogni giorno fino 13 febbraio alle 17,30. Il 14 febbraio alle 17 spazio invece all’appuntamento speciale con Lulù Gargari, volto dei programmi Lulù pensaci tu e Lulù e Artusi. Infine, The Chocolate Bar propone tre formule – Choco Love Breakfast, Choco Love Snack e Choco Love Night – per un dolce momento in ogni fase della giornata. Prenotazioni a info@cittadelcioccolato.it

Sabato 7 e domenica 8 febbraio torna a Stra (Venezia), la nona edizione di Legumi che Passione!, manifestazione che mette al centro uno degli alimenti simbolo della dieta sostenibile. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola, in tandem con realtà locali e la Condotta Slow Food Riviera del Brenta e Chioggia, la rassegna anima piazza Marconi con un mercatino di produttori alimentari, erboristici, salutistici e artigianali. Cuore culturale dell’evento è la grande mostra Legumi d’Italia, allestita nello Spazio Extra, con oltre 400 varietà da tutto il Paese, tra Presìdi Slow Food e cultivar antiche e rare. Sabato sera, alle ore 20, spazio alla serata Aspettando Sentorisi e Sentobisi I piselli e i loro fratelli. Domenica dalle 11 la Zuppa dei Presìdi, seguita alle 16 dalla degustazione guidata di dolci leguminosi con brulè analcolico alla mela. In programma anche laboratori gratuiti per bambini, lo Scambio dei Semi per gli appassionati di varietà antiche e un percorso che racconta perché i legumi fanno bene alla salute e all’ambiente. Info su http://www.venetoatavola.it/
 

Dal 4 al 7 febbraio Fieragricola torna protagonista a Verona negli spazi di Veronafiere, con una 117ª edizione che mette in campo 816 espositori, 11 padiglioni per 52.000 metri quadrati e oltre 6.000 metri quadrati dedicati alle grandi mostre zootecniche e ai Dynamic Show. Buyer e operatori già accreditati da 28 Paesi confermano il respiro internazionale della manifestazione, che si presenta come piattaforma completa per il mondo agricolo. Il format 2026 ruota attorno a tre assi chiave: trasversalità dei settori – dalla meccanica alla zootecnia, dal vigneto alle rinnovabili – alto tasso di innovazione, sintetizzato dal claim “Full Innovation” e dal padiglione Fieragricola Tech dedicato ad agricoltura di precisione, digitalizzazione, robotica, smart irrigation e biosolution, e formazione, leva strategica per accompagnare imprese e professionisti nella transizione digitale ed ecologica. In calendario 136 tra convegni, workshop e momenti di approfondimento su intelligenza artificiale, energie rinnovabili, colture specializzate e zootecnia. Info e programma sul sito https://www.fieragricola.it/

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I GESTI QUOTIDIANI CHE RENDONO LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO UNESCO 

Uscito a ottobre per Laterza, Tutti a tavola. Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità di Massimo Montanari e Pier Luigi Petrillo si inserisce con tempismo nel dibattito che ha accompagnato la candidatura della cucina italiana all’UNESCO, offrendo al lettore gli strumenti culturali e concettuali per comprenderne il senso profondo. Oggi, alla luce dell’iscrizione ufficiale del dossier “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, avvenuta lo scorso 10 dicembre durante la 20ª sessione del Comitato intergovernativo tenutasi a Nuova Delhi, il libro si rivela una guida chiara e rigorosa a ciò che è stato effettivamente riconosciuto.

 

Montanari e Petrillo chiariscono fin dalle prime pagine un punto centrale: non sono state candidate ricette, prodotti o tecniche, ma il significato culturale e sociale del cucinare nella vita quotidiana degli italiani, non solo nelle sue espressioni più alte ma nelle pratiche comuni. La cucina italiana viene raccontata come una realtà storica di lungo periodo, cresciuta sotto il segno dell’ibridazione, dello scambio e della contaminazione con altre culture. È “italiana” proprio perché plurale, locale e al tempo stesso condivisa.

 

Il libro procede per domande più che per affermazioni, smontando con metodo molti fraintendimenti diffusi sull’identità gastronomica nazionale. Attraverso esempi, storie e riflessioni, emerge una cucina profondamente incorporata nel sentire comune, praticata nella normalità dei gesti quotidiani, capace di tenere insieme dimensione popolare ed élite, tradizione e trasformazione. 

 

La scrittura è accessibile ma mai semplificata, con un equilibrio riuscito tra taglio storico, antropologico e divulgativo. Tutti a tavola non celebra, non rivendica, non idealizza: spiega. E proprio per questo accompagna con efficacia il riconoscimento UNESCO, aiutando a comprenderne il valore culturale più autentico. Un libro utile per leggere la cucina italiana non come simbolo identitario chiuso, ma come patrimonio vivente, dinamico, condiviso e universale.

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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

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Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli? 

 

Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef. 

 

Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

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LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

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Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.

 

Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.

 

Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.

 

In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

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FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

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Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.  

 

Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.

 

Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

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DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

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Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale. 

 

Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea. 

 

Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

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LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

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Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.

 

La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.

 

Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.

 

La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

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BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO

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A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.

 

La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano. 

 

La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.

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Maurizio Maschio è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 145296

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