
I MIEI LIBRI

AL TOP

SAN MICHELE APPIANO
NEL REGNO DEI GRANDI VINI ALTOATESINI
LA STORICA CANTINA SULLA STRADA DEL VINO DELL'ALTO ADIGE, TRA ARCHITETTURE VISIONARIE, CUVÉE ICONICHE E UNA NUOVA ENERGIA CREATIVA, RACCONTA OLTRE UN SECOLO DI ECCELLENZA ENOLOGICA
C’è un punto, lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige, in cui l’architettura sembra voler raccontare da sola un pezzo di storia. Le due torri angolari di San Michele Appiano si stagliano come un castello modernissimo ma radicato, custode di una tradizione che attraversa oltre un secolo di viticoltura d’eccellenza. Qui, ad Appiano sulla Strada del Vino, nel comune viticolo più grande dell’Alto Adige, maturano alcuni dei vini più premiati d’Italia: bottiglie capaci di riscrivere la reputazione del territorio e di aprire nuove traiettorie per il vino di montagna. Fondata nel 1907, oggi la cooperativa conta 320 soci viticoltori, 390 ettari coltivati e una produzione di 2,8 milioni di bottiglie nel 2025, confermandosi una delle realtà più solide e iconiche del panorama nazionale. Una reputazione certificata nel tempo: Cantina dell’Anno per il Gambero Rosso nel 2000 e Cooperativa dell’Anno nella guida 2021.
Il territorio è un mosaico di microzone vocatissime, modellate dalla luce, dalle escursioni termiche e dai terreni che alternano calcare, porfido, ghiaie e argille. Un paesaggio che unisce la verticalità alpina alla dolcezza mediterranea, con ulivi che punteggiano i campi e un clima mite e soleggiato. L’80% dei vigneti è dedicato ai bianchi – Sauvignon, Pinot Bianco, Chardonnay, Gewürztraminer – mentre il restante 20% agli eleganti vini rossi, con il Pinot Nero come punta di diamante. È qui che nasce, nel 1986, la linea Sanct Valentin, selezione delle vigne migliori e oggi tra le più premiate d’Italia: un progetto ambizioso basato sull’idea di lavorare ogni singolo vino come un unicum, con affinamenti calibrati tra acciaio, barrique e tonneaux. Una visione che si ritrova nella monumentale barricaia sotterranea, con 54 botti di legno e circa 800 barrique/tonneau, vero santuario della maturazione.


La vetta qualitativa della Cantina si chiama APPIUS, nata nel 2010 da un’intuizione del leggendario Hans Terzer: selezionare le uve provenienti dalle viti più vecchie e meno produttive dei vigneti storici di Appiano e creare una Cuvée capace di interpretare il millesimo, anno dopo anno, come un’opera d’arte diversa e irripetibile. È il progetto che ha portato, tra il 2023 e il 2024, alla nascita della nuova cantina dedicata ad Appius, un luogo di contemplazione raffinata dove vino, luce, architettura e silenzio dialogano in un equilibrio elegante e potente.
Progettata dall’architetto Walter Angonese e realizzata recuperando e trasformando spazi preesistenti, questa sala di circa 270 metri quadrati è un capolavoro di essenzialità: pareti rivestite in nero, 14 serbatoi tronco-conici color bronzo satinato, un sistema di raffreddamento dedicato e, al centro, una sala degustazioni illuminata da una finestra zenitale che filtra la luce naturale. Una collezione di tutte le edizioni passate di APPIUS circonda il visitatore come un racconto del tempo, scandito da etichette ogni anno diverse, veri oggetti da collezione.

L’ultima nata, APPIUS 2021, presentata durante il Merano WineFestival 2025, racconta la forza dell’eleganza alpina in un’armonia tra selezione meticolosa, tensione gustativa e profondità aromatica. Una Cuvée dominata dallo Chardonnay (73%), affiancato da Pinot Grigio, Pinot Bianco e una piccola quota di Sauvignon. L’annata non è stata semplice, ma è proprio nelle sfide climatiche – dall’inverno nevoso alla primavera fresca fino ai mesi finali asciutti e luminosi – che il vino trova la sua personalità: nitida, verticale, ricca di freschezza e complessità. Il naso intreccia note di uva spina, ribes bianco ed erbe alpine; il sorso è vibrante, persistente, con eleganti sfumature di agrumi, nocciola e burro d’arachidi. Una sintesi perfetta della “qualità senza compromessi” che guida da oltre un secolo la filosofia della Cantina.
Il progetto artistico APPIUS. Arte. Amore. Alto Adige segna un ulteriore passo avanti: l’opera di Robert Pan, svelata nella cantina dedicata, è stata scomposta in dieci elementi unici applicati su altrettanti Mathusalem di APPIUS 2019 e in 150 Magnum in edizione limitata. Arte contemporanea e vino dialogano così in un’esperienza culturale immersiva che traduce colore, luce e materia in un linguaggio sensoriale capace di raccontare l’identità di Appiano e la visione della Cantina.

Il 2024 è stato l’anno del rinnovamento, con un passaggio di testimone che segna una nuova stagione: l’enologia è nelle mani di Jakob Gasser, trentenne formatosi accanto a grandi nomi del settore, che oggi guida la Cantina con l’ambizione di elevarne ulteriormente lo stile.
Accanto a lui il ceo e responsabile export Günther Neumair, che ha costruito da zero la rete commerciale internazionale, e il presidente Klaus Pardatscher, attento al dialogo con i soci viticoltori e alla loro partecipazione attiva. Un triangolo perfetto che punta a rafforzare il ruolo di San Michele Appiano come riferimento assoluto nel panorama altoatesino e internazionale.
Visitare San Michele Appiano significa immergersi in un luogo dove vino, paesaggio e cultura convivono in un racconto coerente. Significa camminare tra le vigne più iconiche della strada del vino, attraversare architetture che parlano la lingua della precisione, lasciarsi ispirare da una cantina che della luce e del tempo ha fatto un elemento narrativo.
Significa, soprattutto, scoprire l’anima più profonda di un territorio che ha saputo diventare grande grazie alla forza di una comunità e alla sua visione condivisa. Informazioni al numero 0471664466, scrivendo a office@stmichael.it o visitando il sito Kellerei St. Michael-Eppan Cantina.
Vuoi restare sempre aggiornato sulle ultime notizie e gli eventi al top del G-Astronauta?
Iscriviti alla Newsletter


LE TOP NEWS DEL G-ASTRONAUTA