DA SAN GAVINO MONREALE A TURRI E VILLANOVAFRANCA, DAL 1° AL 16 NOVEMBRE TRE WEEKEND PER CELEBRARE LO ZAFFERANO TRA PROFUMI, COLORI E SAPORI NEL CUORE DELLA SARDEGNA Lo zafferano, la spezia più preziosa del mondo, ha un cuore che batte in Sardegna. Utilizzato da secoli in cucina, nei dolci come nei risotti, nei liquori e nei piatti della tradizione, il suo profumo racconta un legame profondo con la terra, la luce e la pazienza di chi lo raccoglie. Ma lo sapevate che esiste un’intera manifestazione dedicata a questo piccolo miracolo color porpora? Si chiama Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP e torna anche quest’anno per celebrare, tra arte, gusto e tradizione, l’oro rosso dell’isola. La manifestazione attraversa i tre comuni simbolo della sua coltivazione, San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, nella provincia del Sud Sardegna, nel cuore del Marmilla e del Medio Campidano, unendo cultura, gastronomia e promozione del territorio. L’edizione di quest’anno si apre sabato 1 e domenica 2 novembre a San Gavino Monreale, per poi proseguire il 9 novembre a Turri e concludersi il 16 a Villanovafranca, comune capofila 2025: «Il Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP non è solo una manifestazione – ha detto Giacomo Porru, assessore di Villanovafranca – ma un progetto che unisce le persone attraverso cultura, agricoltura e tradizione».



IL VIA A SAN GAVINO MONREALE NEL WEEKEND DEI SANTI Nel cuore del Medio Campidano, San Gavino accoglierà la tappa inaugurale con un programma che intreccia gastronomia, arte e spettacolo. Sabato 1° novembre si parte con l’incontro pubblico Zafferano di San Gavino Monreale: prospettive, idee e partecipazione, seguito dalla presentazione del libro Dalle origini a imprenditrice coraggiosa di Maria Itria Paulis e dall’inaugurazione dell’opera identitaria U OU dell’artista Giorgio Casu. In serata, il concerto gratuito di Gipsy Fiesta Family Reyes & Bailardo animerà l’anfiteatro comunale, chiudendo con un post concerto sotto le stelle. Il giorno successivo, domenica 2 novembre sarà invece un’immersione totale nel mondo dello zafferano: escursioni in mountain bike tra i campi fioriti, laboratori per bambini, show cooking, mercatini e mostre diffuse. Le vie del paese, da via Roma a via Santa Croce passando per piazza Marconi, si trasformeranno in un grande museo a cielo aperto, con i murales di Sergio Putzu, le esposizioni di ceramiche e ricami, la Pinacoteca “Giuseppe Floris Serra”, la mostra Tra zafferano e colori d’autunno e la raccolta poetica di Dennys Cambarau. A mezzogiorno, il Pranzo della Pro Loco in piazza Marconi offrirà piatti tipici a base di zafferano, mentre nel pomeriggio il concorso di cucina Il primo allo zafferano vedrà protagonista lo chef Gianluca Medas. A chiudere la giornata, lo spettacolo finale delle 20,30. Domenica 9 novembre, come detto, il festival proseguirà a Turri, piccolo borgo della Marmilla che si tinge di viola per celebrare l’oro rosso dell’isola. Dalle 9,30 il paese si anima con stand enogastronomici, mostre mercato e visite ai campi in fiore, mentre in piazza e nelle vie del centro si diffonde il profumo del pane cotto a legna e delle specialità locali preparate secondo antiche tradizioni. Alla Chiesa di San Sebastiano Martire la mattinata si apre con la Santa Messa, mentre tra Funtana Noba e il Monumento ai Caduti i maestri panificatori daranno vita a dimostrazioni dal vivo. Ai “Ponti” andrà in scena La Marmilla in un calice, percorso di degustazione curato da Demo Liquid Commerce, affiancato da un fitto programma culturale nella Biblioteca Casa Ortensia, dove si consegna il premio Oro rosso di Sardegna: le scuole raccontano e si inaugura la mostra bibliografica dedicata allo zafferano. Tra un laboratorio di macramè in Sa Pratza de Amèlia, un pranzo tipico alla Pro loco con lo chef Maurizio Frau e le note itineranti di Elisia all’organetto e Giuseppe alle launeddas, il borgo vive un’atmosfera di festa autentica. Nel pomeriggio si assegnano i premi del concorso gastronomico Il Secondo allo Zafferano e il primo trofeo Zafferano Itria, che incoronerà il miglior vino da abbinare al pregiato fiore. Musica, laboratori per bambini, spettacoli e sapori si intrecciano fino al tramonto, tra i profumi intensi dei campi e la luce dorata che accende le colline della Marmilla. Infine, Villanovafranca ospiterà domenica 16 novembre la tappa conclusiva, con un ricco calendario di eventi culturali, laboratori, mostre e spettacoli che chiuderanno in bellezza il viaggio nelle Strade dello Zafferano.



IL TESORO DELLA TERRA SARDA Lo Zafferano di Sardegna DOP è una vera rarità: la regione produce il 60% dello zafferano italiano certificato, coltivato quasi esclusivamente nei tre comuni protagonisti del festival. Ogni grammo racchiude ore di lavoro e secoli di tradizione, ma anche la promessa di un futuro sostenibile, dove la cultura agricola incontra turismo esperienziale, arte e innovazione. Per questo il Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP è un atto d’amore verso la terra e chi la coltiva, un invito a scoprire il valore profondo del tempo e dei gesti lenti. Il Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2025 si terrà il 1 e 2 novembre a San Gavino Monreale, il 9 novembre a Turri e il 16 novembre a Villanovafranca, tre tappe nel cuore del Sud Sardegna unite dal profumo dell’oro rosso. Tra mercatini, laboratori, mostre, escursioni, pranzi tipici, concerti e spettacoli, ogni weekend offrirà un’esperienza autentica alla scoperta della cultura e delle tradizioni legate allo zafferano. L’iniziativa è promossa dalla Rete delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP, con il sostegno della Fondazione di Sardegna, dell’Assessorato regionale alla Cultura e dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili sul sito stradedellozafferanosardegna.it. Vuoi restare sempre aggiornato sulle ultime notizie e gli eventi al top del G-Astronauta? Iscriviti alla Newsletter
La sua lavorazione è interamente manuale, dalla raccolta dei fiori all’alba all’essiccazione degli stimmi, e il suo profilo chimico — ricco di crocina, picrocrocina e safranale — gli conferisce colore intenso, sapore deciso e aroma inconfondibile.





